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La componente dialettale nel D’Annunzio verista

di Redazione

Nell'ambito delle manifestazioni organizzate per gli ottant'anni dalla morte di Gabriele D’Annunzio, lunedì 12 febbraio, alle ore 17.30 al Mediamuseum di Pescara, organizzata dalla Fondazione Tiboni per la cultura e dal Centro Nazionale di Studi Dannunziani, con la collaborazione del Comune di Pescara,  del Conservatorio Luisa D’Annunzio e della Scuola di Teatro del Mediamuseum, la presentazione del volume di Lucio D’Arcangelo, L’idioma nativo. La componente dialettale del D’Annunzio verista, pubblicato dalle Edizioni Q. Insieme all’autore ne parleranno Antonio Sorella e Vito Rocco Moretti, mentre moderatore sarà Antimo Amore.

Il libro prende in esame l’atteggiamento di D’Annunzio nei confronti del dialetto, vicino a quello dei poeti dialettali coevi, che lo usavano come una lingua a tutti gli effetti senza confinarlo in una Weltanschauung “popolare”, ma restituendone quel “genio” che per il narratore risiede nella corposità dell’espressione. Differentemente da loro, però, D’Annunzio vede la possibilità di una contaminatio, di un adattamento strutturale alla lingua, da cui questa può uscire rinnovata. La “parlatura” diventa la chiave di volta di una sintassi che caratterizza lo stile descrittivo, visivo, delle Novelle.

Nel corso della serata ci saranno due intermezzi musicali con arie abruzzesi a cura di Arianna Di Pasquale (fisarmonica), allieva del Conservatorio Luisa D’Annunzio, Gabriele Di Pasquale(fisarmonica) e del tenore Gianluca Ricci. Introdurrà l’evento Dante Marianacci, presidente del Centro Nazionale di Studi Dannunziani.

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