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L’eterna lotta tra generazioni, quando l’Italia era un Paese di migranti.

di Eduardo Grumelli

Il libro di Pietraforte Un romanzo di vita presentato da Abruzzo in movimento.

L’eterna lotta tra generazioni, quando l’Italia era un Paese di migranti.

 Un romanzo di vita

Abruzzo in movimento” impegnata nella presentazione del racconto di Sergio Pietraforte.

“Le imposizioni e le rappresaglie di Totonno, tipico genitore di una generazione a cavallo tra le due guerre, se da una parte mortificano l’esuberanza e le certezze del figlio primogenito Elmo, protagonista del romanzo, dall’altra affinano la sua sensibilità verso un personalissimo punto di vista sulle vicende della vita”. Così Sergio Pietraforte esordisce durante la presentazione del suo romanzo “Il verso della direzione” tenutasi la scorsa domenica presso palazzo Corvo ad Ortona organizzata dall’associazione “Abruzzo in movimento”. Frutto di racconti e testimonianze dirette di un abruzzese emigrato prima in Francia e poi in Venezuela, il racconto narra lo sbocciare delle esperienze che porteranno un giovane uomo a scoprire l’amore e le delusioni che esso comporta, capace di riapprezzare il suo archetipo e le origini alle quali non potrà mai fare a meno. “Ho deciso di non dare una specifica collocazione territoriale al romanzo. Si tratta di una vicenda universale che ci riporta all’attualità, ambientata in un periodo storico non molto lontano. Anche nell’Italia del 1953 vi erano migranti e le vicende umane sono quelle che contano”, questo è il pensiero dell’autore che ha attentamente narrato ogni aspetto dell’essere uomini sottoposti a cambiamenti, alle vicende che si presentano senza preavviso e al dolore che trasforma il passato in esperienza. “La vita è dualismo, motivo per il quale si sceglie quale direzione prendere. Per questo nel romanzo è presente l’aneddoto del nonno del protagonista riguardante una lucertola a due code. È rara da incontrare, ma rappresenta l’alternativa a ciò che può essere scontato”. “Sono fiero di questa pubblicazione” spiega Arturo Bernava, responsabile della casa editrice “Il Viandante”. “In questo romanzo nulla è lasciato al caso e sono contento d’aver sostenuto attivamente questo progetto dall’inizio. La collana di narrativa che gestisco da qualche anno, si impegna a non richiedere contributi agli autori sostenendo le spese di stampa e pubblicazione. È stato un piacere essere fautori di quest’opera”. All’editore si unisce il presidente dell’associazione Vincenzo D’Ottavio che con grande entusiasmo per l’esito favorevole dell’evento dice: “Un’occasione per fare cultura e promuovere la letteratura abruzzese. Nasce un’importante genealogia tra la trama di questo romanzo avvincente e le finalità dell’associazionismo promosso. C’è chi cerca la felicità e chi si preoccupa solo di arginare l’infelicità, motivo per il quale è necessario affrontare determinate tematiche coinvolgendo il numero più elevato di persone e confrontarsi con chi vive in realtà differenti dalle nostre, con problematiche e vantaggi diversi”.

 

Eduardo Grumelli

 

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