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I geologi Aigae chiedono di studiare meglio le 9 faglie dell'Appennino

 ''A Cupra Marittima il terremoto ha danneggiato monumenti ed edifici strategici come il Palazzo municipale. Il Governo deve dare ai sindaci la possibilita' di ripartire subito e bisogna sburocratizzare l'iter delle pratiche''. L'appello e' del sindaco di Cupra Marittima (Ascoli Piceno) Domenico D'Annibali, che oggi ha preso parte ad una conferenza dei geologi dell'Aigae (l'Associazione italiana guide ambientali ed escursionistiche), dal titolo 'Io non tremo' dedicata alle conseguenze del terremoto che ha devastato l'Italia centrale e alle possibili misure di prevenzione. Di situazione ''drammatica, con il 98% degli edifici inagibili e il paese svuotato salvo un gruppo di allevatori'' ha parlato il consigliere comunale di Castelsantangelo sul Nera (Macerata) Antonio Riccioni, delegato dal sindaco. Il geologo dell'Aigae Dino Gazzani ha ricordato che ''nel solo Appennino centrale ci sono nove sistemi di faglie. Le piu' lunghe sono quelle di Pizzoli-L'Aquila (34 km) e di Preci- Cittareale (circa 27,5 km). Non possiamo attenuare i movimenti tettonici che sono alla base dei terremoti - ha detto - ma possiamo ed anzi dobbiamo ridurre il rischio sismico, la vulnerabilita' degli edifici e, dove necessario, l'esposizione del tessuto antropico''. Da qui l'esigenza di una ''corretta progettazione, che non puo' e non deve avvenire senza una caratterizzazione geosismica del terreno tramite lo studio degli effetti di sito''. "Spesso - ha ricordato Gazzani - le cause dei danni provocati da un sisma vanno ricercate in una differente pericolosita' sismica locale, determinata anche dal diverso modo in cui si propaga il terremoto o dall'instabilita' del suolo. Gli studi di microzonazione sismica sono dunque fondamentali, perche' individuano e caratterizzano le zone stabili, le zone stabili suscettibili di amplificazione locale e le zone soggette a instabilita', quali frane, rotture della superficie per faglie e liquefazioni dinamiche del terreno". 

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