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Rinasce la sala di controllo dello sbarco sulla Luna 

'L'Aquila e' atterrata, possiamo respirare': con queste parole, pronunciate dalla 'Mission Control Room' del centro Nasa di Houston il 20 luglio 1969, il primo sbarco dell'uomo sulla Luna divento' realta'. Trasmessa sugli schermi in bianco nero di milioni di televisioni al mondo. Il gruppo di decine di ingegneri,esperti,tecnici che guido' l'Apollo 11 dalla stanza al terzo piano del building 30 dello Space Johnson center della Nasa di Houston, si infilo' i sigari in bocca ,guardando finalmente Neil Armstrong compiere il primo passo sul pianeta. Ma il sito da cui i team di controllo dei voli spaziali hanno pianificato ed eseguito le missioni storiche e' - all'insaputa dei piu' - in rovina da oltre un decennio. Questa 'cattedrale' di ingegneria moderna venne designata dal National Registry americano 'Luogo Storico', ma nel 2005 il National Park Service la defini' 'in pericolo'. L'approssimarsi del cinquantesimo anniversario dell'Apollo 11 nel luglio 2019 ha fatto ora scattare un mega-progetto di restauro e di raccolta fondi: per la rimessa nuovo delle cinque aree collegate che compongono 'Mission Control' come era negli anni '60 servono almeno 5 milioni di dollari. I primi 3.1 milioni sono stati gia' donati dalla vicina citta' di Webster in Texas, dove hanno vissuto per anni le migliori testa dell'aviazione spaziale americana. Ogni dettaglio verra' ricreato: la grande stanza centrale a cui l'astronauta interpretato da Tom Hanks del film Apollo 13 lancio' il disperato messaggio 'Houston abbiamo un problema', tornera' alla luce con le sue decine di monitor ed il muro divisorio in vetro. Da questa stanza dei visitatori le famiglie degli astronauti potevano osservare le operazioni con il fiato sospeso. Pronte al restauro anche altre tre aree di lavoro nascoste agli occhi del pubblico:la stanza delle proiezioni, quella delle simulazioni, e quella dei recuperi. I monitor, gli interruttori, gli schermi, i blocchi degli appunti, i manuali di volo, i posaceneri: tutto sara' dell'epoca. Il progetto ha un significato speciale per Gene Kranz, 83 anni, che fu direttore dei voli dell'Apollo 11

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