Nel 2026 il sistema degli incentivi alle famiglie cambia volto, con alcune misure confermate e altre che escono dal perimetro delle agevolazioni. Restano attivi il bonus sociale energia e gas, il bonus ristrutturazione, l’ecobonus, il bonus mobili ed elettrodomestici, oltre a strumenti di sostegno come la carta acquisti, il bonus nuovi nati, il bonus asili nido, i contributi per libri scolastici, scuole paritarie e il bonus psicologo. Escono invece di scena il superbonus, il bonus sport da 300 euro per i figli tra 6 e 14 anni e il bonus barriere architettoniche con detrazione al 75 per cento in dieci anni.
Tra le misure confermate, il bonus sociale energia prevede benefici a partire da 146 euro in base alla composizione del nucleo familiare, con Isee fino a 9.350 euro per famiglie con massimo tre figli a carico e fino a 20.000 euro per quelle con almeno quattro figli. Il bonus sociale gas varia invece per numero di componenti, utilizzo del gas e zona climatica, con gli stessi requisiti Isee. Il bonus ristrutturazione resta al 50 per cento per le abitazioni principali, con tetto di spesa di 96.000 euro, e al 36 per cento per gli altri immobili; l’ecobonus si conferma al 50 per cento per la prima casa e al 36 per cento per la seconda. Confermati anche il bonus mobili ed elettrodomestici, con detrazione del 50 per cento su una spesa massima di 5.000 euro, e la carta acquisti da 80 euro per over 65 e genitori di bambini sotto i tre anni con Isee inferiore a 8.230,81 euro.
Proseguono inoltre il bonus nuovi nati da 1.000 euro per nascite, adozioni o affidamenti pre-adottivi dal 1° gennaio 2025 con Isee sotto i 40.000 euro, il bonus asili nido fino a 3.000 euro in base all’Isee, il bonus libri scolastici per studenti delle scuole secondarie di secondo grado con Isee inferiore a 30.000 euro e il contributo da 1.500 euro per le scuole paritarie. Confermato anche il bonus psicologo, con importi fino a 1.500 euro a seconda della fascia Isee. Secondo Assoutenti, attraverso il presidente Gabriele Melluso, questi strumenti rappresentano un supporto per le famiglie più fragili ma non sono sufficienti a risolvere le criticità strutturali, rendendo necessarie misure di più ampio respiro a sostegno dei nuclei familiari e dell’economia nazionale.
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