In Regione Abruzzo si è svolta una riunione dedicata alla velocizzazione della linea ferroviaria Pescara-Roma, con la partecipazione delle aziende coinvolte nei primi lotti dell’opera. L’incontro, promosso su richiesta del consigliere regionale Antonio Di Marco, ha visto la presenza dell’assessora alle Attività produttive Tiziana Magnacca e dei rappresentanti delle imprese interessate dall’area di progetto. Assente l’assessore ai Lavori pubblici Umberto D’Annuntiis.
Secondo quanto riferito da Di Marco, il confronto non è entrato nel merito delle soluzioni tecniche ma ha consentito di avviare una valutazione sull’impatto dei cantieri su produzione, investimenti e livelli occupazionali. Le aziende hanno segnalato la mancanza di operatività sui progetti esecutivi e un iter che prevede l’esame delle proposte alternative da parte di RFI, con successivo passaggio a Italfer, senza garanzie sui tempi di attuazione. Le criticità illustrate riguardano in particolare il lotto 2 dell’opera nei territori di Manoppello e Alanno.
Nel dettaglio, si legge in una nota del consigliere Di Marco, “Alfasigma ha presentato una proposta di variazione del tracciato per garantire il raddoppio ferroviario e la continuità produttiva, evidenziando problemi legati alla delocalizzazione dei sottoservizi, alla viabilità alternativa e ai rischi ambientali connessi alle polveri di cantiere e a possibili contaminazioni, con investimenti aggiuntivi stimati tra 3 e 4 milioni di euro. ICO ha segnalato un contenzioso in atto con Italfer per l’esproprio dell’area destinata a un nuovo opificio. Orsini e Blasioli hanno riferito di danni già subiti, investimenti bloccati e mancanza di interlocuzione istituzionale, mentre Goldengas ha comunicato di aver ricevuto solo recentemente la richiesta di delocalizzazione del distributore di Manoppello”.
Nel corso dell’incontro l’assessora Magnacca ha assunto l’impegno ad avviare un’attività di interlocuzione con RFI per accelerare la chiusura degli iter burocratici, al fine di consentire alle imprese di pianificare le scelte produttive. È stata inoltre valutata la possibilità di coinvolgere la struttura della Zes per le eventuali autorizzazioni uniche necessarie alle delocalizzazioni, considerando che le aree individuate rientrano nella perimetrazione della zona economica speciale.
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