È un accordo da 5 milioni di euro quello sottoscritto tra la Regione Abruzzo e i sindacati Cisl Fp, Fials, Nursind e Nursing Up. L’intesa riguarda l’indennità di pronto soccorso per il personale del comparto sanitario per il 2025 e il 2026, con la seguente ripartizione: 1,56 milioni alla Asl di Chieti, 1,32 milioni alla Asl dell’Aquila, 1,17 milioni alla Asl di Teramo e 1,1 milioni alla Asl di Pescara.
«Le risorse definite con l’accordo – spiegano i sindacalisti Vincenzo Mennucci (Cisl Fp), Gabriele Pasqualone (Fials), Andrea Liberatore (Nursind) e Patrizia Bianchi (Nursing Up) – consentiranno il riconoscimento dell’indennità a tutto il personale sanitario che ha prestato servizio nei pronto soccorso dei presidi ospedalieri abruzzesi, senza alcuna distinzione, secondo criteri di trasparenza, valorizzazione del lavoro svolto e differenziazione professionale, in linea con i principi del nuovo contratto collettivo nazionale». Per le sigle firmatarie si tratta di «un riconoscimento dovuto» a operatori impegnati in un ambito ad alta intensità assistenziale.
I sindacati hanno chiesto l’apertura di un confronto sul salario accessorio, cancellato per il 2024 e il 2025 a seguito di un taglio da 25 milioni di euro per il ripiano del disavanzo sanitario. «Le risorse aggiuntive accessorie derivanti dal cosiddetto decreto Calabria dovranno essere oggetto di un percorso strutturato, trasparente e coerente con le regole contrattuali vigenti», affermano Mennucci, Pasqualone, Liberatore e Bianchi. Sul tema, Uil Fpl Abruzzo e Fp Cgil Abruzzo Molise hanno annunciato assemblee e iniziative di mobilitazione, mentre Cisl Fp, Fials, Nursind e Nursing Up respingono «allarmismi», sostenendo che «solo nei luoghi del confronto contrattuale si costruiscono risultati concreti».
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