Entro la fine della legislatura la Commissione parlamentare di inchiesta sul dissesto idrogeologico e sismico presenterà una relazione con un focus specifico sull’Abruzzo e sta lavorando a un’ipotesi di norma quadro per riordinare una materia considerata complessa e centrale. Lo ha affermato Pino Bicchielli, presidente della Commissione, a Chieti al termine dei sopralluoghi effettuati nei territori di Bucchianico e Chieti. L’obiettivo indicato è superare l’attuale frammentazione normativa, basando le decisioni sulla conoscenza e sul rispetto dei territori.
Secondo Bicchielli, per la prima volta Parlamento e Governo hanno istituito una commissione dedicata esclusivamente al dissesto idrogeologico e al rischio sismico. Il lavoro si concentrerà sulla carenza di risorse, sulla necessità di evitare duplicazioni eccessive e di ridurre la burocratizzazione, puntando su personale competente. Centrale, ha ribadito, è l’approccio alla prevenzione, mentre la gestione dell’emergenza deve intervenire solo quando strettamente necessario.
Il presidente ha inoltre richiamato l’impatto economico della prevenzione, evidenziando come ogni euro investito consenta di ridurre in modo significativo i costi dell’emergenza. In Italia risultano censite 636mila frane e circa due terzi di quelle presenti in Europa si concentrano nel Paese. Un quadro che, secondo la Commissione, è legato anche a fattori sociali ed economici come lo spopolamento, l’abbandono dei centri storici e dei terreni coltivati, ambiti sui quali individuare risorse e soluzioni per prevenire criticità future.
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