I dati diffusi il 3 febbraio dall’Istat sull’offerta di asili nido e servizi integrativi per la prima infanzia nell’anno educativo 2023/2024 confermano, secondo la Cgil Abruzzo Molise, le criticità già evidenziate sul territorio regionale. Nonostante il calo delle nascite abbia ridotto il divario tra numero di bambini nella fascia 0-2 anni e disponibilità di servizi educativi, l’Abruzzo resta al di sotto dell’obiettivo del 33% di copertura, fissato a livello europeo già nel 2010, mentre il target al 2030 è pari al 45%.
La Cgil Abruzzo Molise evidenzia come nella regione persistano forti diseguaglianze territoriali e come l’Abruzzo rientri tra le otto regioni italiane che non raggiungono ancora la soglia minima del 33% nel rapporto tra posti disponibili e bambini residenti. Alle carenze strutturali si aggiungono, secondo il sindacato, costi elevati per le famiglie, liste d’attesa consistenti e una domanda in crescita che il sistema dei servizi non riesce a soddisfare, nonostante il ricorso ai bonus.
Sul fronte degli investimenti, la Cgil richiama i dati relativi al Pnrr: in Abruzzo risulta speso il 38,7% dei 214 milioni 454 mila 968 euro destinati ad asili nido e scuole dell’infanzia, mentre solo il 4,5% degli interventi risulta completato, secondo i dati Regis aggiornati a ottobre 2025. Un quadro che, secondo il sindacato, rende incerto il rispetto delle scadenze di collaudo previste entro giugno 2026 e richiede una chiara volontà politica per raggiungere l’obiettivo europeo del 45% entro il 2030.
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