Ortona celebra il Giorno del Ricordo: scoperta la targa dedicata a Giuseppe Garzarelli e alle vittime delle foibe

di Paolo Di Deo

Si è svolta martedì 10 febbraio, nell’ex parco di via della Libertà ora intitolato “Parco Giuseppe Garzarelli”, la cerimonia promossa dal Comune di Ortona in occasione del Giorno del Ricordo, dedicato alla memoria delle vittime delle foibe e dell’esodo istriano, fiumano e dalmata. Nel corso dell’iniziativa è stata scoperta una targa commemorativa in onore del concittadino Giuseppe Garzarelli e di tutte le vittime. .
Alla commemorazione hanno preso parte autorità civili e militari, rappresentanti delle istituzioni, associazioni, familiari degli esuli oggi residenti a Ortona e studenti delle scuole cittadine.
Ad aprire la cerimonia è stato il consigliere comunale Alessio Di Vincenzo, che ha ricordato la figura di Garzarelli, agente di pubblica sicurezza originario di Ortona, ucciso in una foiba istriana mentre era in servizio. L’iniziativa – è stato sottolineato – si inserisce nel percorso di commemorazione delle vittime e degli italiani costretti ad abbandonare le proprie terre nel secondo dopoguerra.


Nel suo intervento il sindaco Angelo Di Nardo ha evidenziato il valore civile della ricorrenza, definendola «una ricorrenza che interpella la coscienza civile del nostro Paese e delle nostre comunità». Il primo cittadino ha richiamato la necessità di custodire e trasmettere la memoria alle nuove generazioni, sottolineando che il ricordo «non restituisce le vite spezzate, ma può restituire dignità e verità». Di Nardo ha inoltre ribadito che la targa rappresenta un segno destinato a restare nel tempo come richiamo alla responsabilità collettiva della memoria.
Particolarmente toccante l’intervento di Massimo Polidoro, cognato di Garzarelli ed ex appartenente alla Polizia di Stato, che ha ricordato un impegno personale assunto in famiglia: «Avevo fatto una promessa tanti anni fa che gli avrei riportato il fratello e oggi ho mantenuto quella promessa», ha detto visibilmente commosso.
Nel corso della cerimonia il consigliere Pasqualino D’Angelo ha dato lettura di una poesia scritta da Arcangelo Altobelli dedicata a Garzarelli e ai martiri delle foibe, mentre Elisabetta Orofino ha recitato la preghiera per i caduti. Successivamente è avvenuta la scopertura della targa, seguita dalla benedizione officiata da don Jean Bosco Kasereka.
Successivamente gli studenti hanno deposto un mazzo di rose ai piedi del monumento, gesto simbolico di partecipazione delle nuove generazioni alla commemorazione.
La seconda parte dell’iniziativa ha visto la consegna di targhe ai familiari di Giuseppe Garzarelli e alle famiglie degli esuli oggi residenti a Ortona, consegnate dall’assessore alla Cultura, Italia Cocco. Sono intervenuti rappresentanti delle famiglie Bellomo, Cauti, Ferri e Napoleone.
Tra gli interventi, Pierluca Moro, per la famiglia Ferri, ha ricordato l’esperienza dell’accoglienza ricevuta a Ortona nel dopoguerra, sottolineando come la città, pur segnata dal conflitto, «ha saputo dare un segno forte di accoglienza». La rappresentante della famiglia Napoleone ha ripercorso la vicenda del padre, esule da Pola, ricordando le difficoltà affrontate dopo l’abbandono delle terre d’origine e il successivo rientro a Ortona.
In chiusura, il consigliere comunale Alessio Di Vincenzo ha ribadito l’intenzione dell’amministrazione comunale di lasciare nel parco un segno permanente della memoria, definito come «un segno indelebile del ricordo», affinché la commemorazione non resti confinata a una sola giornata ma continui a rappresentare un momento di riflessione condivisa per l’intera comunità.
La targa riporta, in apertura, il celebre verso di Ugo Foscolo tratto dal carme Dei Sepolcri: «A egregie cose il forte animo accendono / l’urne dei forti», collocato all’inizio della terza parte del poemetto (vv. 151-152). Il riferimento richiama il significato attribuito da Foscolo alla memoria dei defunti illustri, intesa come stimolo morale per le generazioni successive.
Nel testo inciso sulla lapide commemorativa dedicata a Giuseppe Garzarelli, l’agente di pubblica sicurezza ortonese — nato a Ortona il 20 giugno 1923 e dichiarato irreperibile a Gorizia il 1° maggio 1945 si ricorda che ” È un martire delle Foibe che, pur potendo mettersi in salvo, restò a difendere il suolo patrio per mantenere fede al giuramento andando incontro a morte certa. Il suo corpo non ha sepoltura, ma lui vive nella terra natia perché la memoria vince di mille secoli il silenzio».
La targa intitolata «Comune di Ortona, 10 febbraio – Giorno del Ricordo» richiama inoltre «il ricordo di Norma Cossetto, medaglia d’oro al merito civile, e di tutte le vittime delle foibe e degli esuli istriani, fiumani e dalmati».
Norma Cossetto, studentessa istriana nata nel 1920 e uccisa nel 1943 nei pressi della foiba di Villa Surani, è stata insignita nel 2005 della Medaglia d’oro al merito civile alla memoria.

Di Redazione Notizie D'Abruzzo

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