Il credito bancario torna a crescere a livello medio (+0,8%), ma non per le piccole imprese. A evidenziarlo è la Fisac Cgil Abruzzo Molise. Secondo il segretario regionale Luca Copersini, a fronte dell’incremento complessivo, le imprese fino a 20 dipendenti registrano un calo del 5%, mentre quelle di dimensioni maggiori segnano un +1,9%. Una dinamica che incide in modo particolare sui territori dove le piccole aziende rappresentano la quasi totalità del tessuto produttivo, soprattutto nelle aree interne.
Il sindacato sottolinea inoltre una forte differenziazione territoriale. In Italia dieci regioni presentano un saldo negativo e dieci un incremento. Abruzzo e Molise rientrano tra quelle in flessione, rispettivamente con -0,8% e -2,2%. In Abruzzo il dato è disomogeneo: Chieti registra un aumento dell’1,9%, L’Aquila -2,1%, Teramo +1,9% e Pescara -1,8%.
Secondo Copersini, tra le cause vi è la chiusura degli sportelli bancari, che colpisce in particolare Abruzzo e Molise, riducendo il presidio territoriale e penalizzando le imprese più piccole. La Cgil Abruzzo Molise, insieme a Cisl e Uil, ha promosso la costituzione di un Osservatorio regionale sul credito in Abruzzo, finora fermo agli incontri preliminari, mentre in Molise l’organismo deve ancora essere costituito.
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