È stato assolto il carabiniere forestale in servizio all’Aquila, accusato di aver svolto un secondo lavoro non autorizzato. La prima sezione giurisdizionale centrale d’appello della Corte dei Conti ha ribaltato la sentenza di primo grado che nel 2023 lo aveva condannato a risarcire 33mila euro al Ministero della Difesa per presunte attività extra-istituzionali e per danno d’immagine.
La vicenda era nata nel 2018 da un esposto anonimo su un presunto incarico come istruttore di guida in un’autoscuola di cui il militare era socio di maggioranza. In appello è emerso che l’interessato aveva ottenuto dal proprio Comando una nota favorevole che riteneva compatibile l’attività di docenza se svolta fuori dall’orario di servizio. Ulteriori accertamenti hanno escluso che il carabiniere avesse lavorato nell’autoscuola nei giorni in cui risultava in servizio.
La Corte ha applicato il principio delle Sezioni riunite secondo cui, in caso di attività ritenute incompatibili, non è automatico l’obbligo di riversare i compensi percepiti, ma l’amministrazione deve dimostrare un danno patrimoniale concreto, prova che in questo caso non è stata fornita. Il militare è stato assistito dagli avvocati Francesco Camerini e Anna Rossi.
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