Ambasciatori di Brasile, Germania, Lussemburgo, Kosovo, Libano e Slovacchia, insieme a due alti diplomatici presso la Santa Sede e a numerosi rettori di università italiane, hanno partecipato all’inaugurazione dell’anno accademico dell’Università degli Studi di Teramo. Una presenza istituzionale che ha accompagnato l’avvio del nuovo anno accademico, segnato dall’indirizzo strategico sull’internazionalizzazione indicato dal rettore Christian Corsi.
Durante la cerimonia sono stati illustrati i dati sulle immatricolazioni: per la prima volta dopo cinque anni l’ateneo registra un incremento del 25% delle iscrizioni, la percentuale più alta tra le università pubbliche italiane. In aumento anche gli studenti internazionali, con un +160% rispetto all’anno precedente, dato che colloca Teramo al secondo posto in Italia per attrattività di iscritti stranieri, dopo l’Università di Bologna.
Sul fronte infrastrutturale, il rettore ha annunciato la firma, prevista la prossima settimana, del contratto per l’affidamento dei lavori del primo lotto della nuova Cittadella della cultura nell’area dell’ex manicomio di Sant’Antonio Abate a Porta Melatina. L’intervento, su oltre ottomila metri quadrati, sarà realizzato dall’impresa Vittorini dell’Aquila. In scadenza nelle prossime 48 ore anche i termini per il progetto AgriBioVet. Con 51 milioni di euro di investimenti pubblici, l’ateneo si presenta come stazione appaltante di rilievo in Abruzzo, con ricadute sullo sviluppo della città di Teramo.
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