Roseto degli Abruzzi, 8 misure cautelari dopo gli scontri post partita di basket

I carabinieri del Comando provinciale di Teramo hanno eseguito 8 provvedimenti cautelari emessi dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Teramo nell’ambito di un’indagine sui disordini avvenuti l’8 ottobre scorso a Roseto degli Abruzzi al termine di una partita di basket tra la squadra locale e quella di Pesaro. Le misure comprendono una custodia in carcere, tre arresti domiciliari e quattro obblighi di firma e dimora.

L’operazione ha interessato Roseto degli Abruzzi e Pesaro ed è stata condotta con il supporto dei nuclei cinofili di Chieti, Roma e Sarno, delle unità cinofile della Guardia di finanza di Giulianova, di un velivolo del Nec di Pescara e dei carabinieri di Pesaro. Contestualmente sono state eseguite 17 perquisizioni. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, durante i disordini alcuni tifosi con il volto travisato avrebbero assaltato tre auto dei carabinieri lanciando pietre. Un mezzo della stazione di Cellino Attanasio è stato colpito con mazze e oggetti contundenti, con la frantumazione del lunotto posteriore mentre i militari si trovavano ancora all’interno.

Dalle indagini sarebbe emersa l’esistenza di un gruppo di matrice neofascista. Il gruppo, secondo l’accusa, avrebbe incitato alla violenza per motivi razziali e pianificato azioni nei confronti di un centro di accoglienza per stranieri situato a Roseto degli Abruzzi.

Sono complessivamente 14 gli indagati. Le accuse riguardano l’istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale, etnica o religiosa. Cinque indagati sono ritenuti responsabili anche di aggressioni e lesioni personali aggravate dalla discriminazione razziale ai danni di cittadini bengalesi, avvenute il 24 gennaio. Tra gli altri reati contestati figurano resistenza a pubblico ufficiale, danneggiamento, esplosioni pericolose e porto abusivo di armi bianche. Uno dei destinatari delle misure è stato inoltre denunciato per violazione del Daspo durante competizioni sportive. Nel corso delle prime attività investigative sono stati sequestrati telefoni cellulari e materiale documentale inneggiante al fascismo.

Di Redazione Notizie D'Abruzzo

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