Minorenne pescarese arrestato dal Ros: pianificava una strage in una scuola

Un 17enne pescarese, residente a Perugia, è stato arrestato dai carabinieri del Ros con l’accusa di aver pianificato una strage in ambito scolastico. Al minorenne vengono contestati anche i reati di propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale, etnica e religiosa e detenzione di materiale con finalità di terrorismo. L’operazione, coordinata dalla Procura per i minorenni dell’Aquila che ha emesso l’ordinanza di custodia cautelare, si è svolta tra Abruzzo, Emilia Romagna, Umbria e Toscana.

Secondo le indagini, il ragazzo stava lavorando alla fabbricazione di armi e ordigni chimici e cercava manuali e informazioni per la costruzione di armi da fuoco, anche con tecniche di stampa 3D. Tra il materiale sequestrato figurano documenti con indicazioni tecniche su sostanze chimiche e batteriologiche pericolose, vademecum per il sabotaggio di servizi pubblici essenziali e istruzioni sulla preparazione del Tatp, sostanza già utilizzata in attentati terroristici. Gli investigatori avrebbero ricostruito una chiara finalità terroristica e l’intento di compiere una strage scolastica ispirata alla Columbine High School.

Il minorenne seguiva un gruppo Telegram denominato “Werwolf Division”, incentrato su contenuti suprematisti legati alla presunta superiorità della “razza ariana”, nel quale venivano esaltati autori di mass shooting e attentati. Nell’ambito della stessa attività sono state eseguite sette perquisizioni nei confronti di altri minorenni nelle province di Teramo, Perugia, Pescara, Bologna e Arezzo, indagati per propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale, etnica e religiosa. Secondo gli inquirenti, i giovani erano inseriti in un circuito internazionale di gruppi e canali social di matrice neonazista, accelerazionista e suprematista.

Sono in totale quattro i minorenni nel Teramano indagati, e sottoposti a perquisizione informatica e personale, nell’ambito dell’inchiesta ‘Hate’ sulla rete neonazista “Werwolf Division” condotta dalla procura per i minorenni dell’Aquila. Il nucleo principale è stato individuato nel capoluogo: tre giovanissimi risiedono a Teramo, tra i quali figura anche uno studente originario di Pescara. Il quarto indagato è stato invece rintracciato e perquisito a Sant’Egidio alla Vibrata.
Gli investigatori ora analizzeranno i dispositivi sequestrati (smartphone e pc) per verificare il grado di coinvolgimento dei ragazzi nei canali social che incitavano alla violenza e alla glorificazione dei killer di massa. Per tutti l’accusa è di aver preso parte a un “ecosistema virtuale” dedito alla propaganda di discriminazione razziale, etnica e religiosa.

Di Redazione Notizie D'Abruzzo

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