Il fascicolo sanitario elettronico entra nella fase finale di attuazione con la scadenza del 31 marzo 2026 fissata dal ministero della Salute per il completamento del cronoprogramma. Entro questa data le Regioni devono rendere disponibili tutti i contenuti previsti dalla normativa, tra cui referti, verbali di pronto soccorso, lettere di dimissione, prescrizioni, cartelle cliniche, vaccinazioni, esenzioni e dati relativi alle prestazioni sanitarie, oltre al taccuino personale dell’assistito e alle comunicazioni per gli screening.
Per le strutture sanitarie pubbliche e private scatta l’obbligo di adeguamento ai requisiti del Fascicolo sanitario 2.0, con criteri tecnologici uniformi, interoperabilità e aggiornamento dei dati entro cinque giorni dall’erogazione delle prestazioni. L’obiettivo è rendere il sistema omogeneo sul territorio nazionale e pienamente accessibile a cittadini e operatori sanitari.
Secondo l’ultima rilevazione ministeriale riferita al periodo luglio-settembre 2025, permangono differenze tra le Regioni. Tra le aziende sanitarie risultava abilitato al fascicolo l’88% degli operatori, con valori più bassi in Abruzzo, pari al 54%. Anche l’adesione dei cittadini resta limitata: il consenso alla consultazione dei documenti sanitari si attestava in media al 44% a livello nazionale, ma in Abruzzo era al 2%.
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