Sono state riconsegnate alla comunità di Tossicia due colonne tortili in legno intagliato e dorato, risalenti al XVII secolo, asportate circa venti anni fa dalla chiesa di Santa Rufina. I manufatti, destinati alla ricollocazione nell’altare maggiore, sono stati recuperati dai Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale dell’Aquila e restituiti alla presenza del parroco, delle autorità civili e militari e dei fedeli.
Le colonne erano state individuate durante il monitoraggio di oggetti messi in vendita online da una casa d’aste, che le aveva cedute per 6.000 euro. Gli accertamenti, svolti con il supporto della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province dell’Aquila e Teramo, hanno confermato la corrispondenza con gli elementi originali della chiesa. L’identificazione è stata possibile anche grazie a un sopralluogo congiunto a Tossicia, nonostante l’assenza di una denuncia di furto nella banca dati dei beni culturali illecitamente sottratti.
Le indagini, coordinate dalle Procure di Macerata e dell’Aquila, hanno ricondotto la sottrazione a un periodo compreso tra il 1998 e il 2005, quando l’edificio era chiuso a seguito del sisma del 1997. I beni, attribuibili all’intagliatore Domenico Toro di Tossicia, sono stati sequestrati in una struttura ricettiva veneta e successivamente restituiti all’ente religioso. Archiviata la posizione dell’acquirente, ritenuto in buona fede, mentre è stato denunciato per ricettazione il soggetto che aveva messo in vendita le colonne senza titolo.
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