L’Associazione Nuova Pescara e alcuni cittadini residenti a Spoltore hanno presentato un ricorso al Tribunale amministrativo regionale per l’Abruzzo per chiedere l’annullamento del decreto con cui il sindaco Chiara Trulli ha indetto un referendum consultivo per il 14 giugno 2026.
La consultazione punta a chiedere ai cittadini se siano favorevoli alla prosecuzione della fusione con Pescara e Montesilvano, che porterebbe alla nascita del nuovo Comune di Pescara dal primo gennaio 2027. Secondo i ricorrenti, assistiti dall’avvocato Roberto Colagrande, il Comune di Spoltore sarebbe affetto da “incompetenza assoluta per carenza di potere in concreto”, poiché la materia della fusione è riservata alla potestà legislativa della Regione Abruzzo.
Nel ricorso si sostiene che il procedimento di fusione sia giuridicamente concluso con l’approvazione delle leggi regionali che hanno recepito l’esito del referendum del 2014. I ricorrenti affermano che “il potere consultivo si è definitivamente esaurito e il procedimento di fusione è giuridicamente concluso da circa otto anni”, evidenziando che un singolo ente locale non può rimettere in discussione una legge regionale.
Oltre all’annullamento degli atti, è stata presentata un’istanza cautelare urgente per sospendere l’efficacia del decreto sindacale e impedire lo svolgimento del voto. I ricorrenti denunciano anche uno “sviamento per uso improprio di fondi pubblici”, definendo la consultazione un’iniziativa giuridicamente irrilevante.
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