Sei misure cautelari personali sono state eseguite dai carabinieri tra Sicilia, Lazio e Abruzzo nell’ambito di un’indagine su un presunto traffico di droga gestito anche dal carcere. Il provvedimento ha interessato il territorio di Licata e gli istituti penitenziari di Viterbo e Teramo.
Le accuse, a vario titolo, sono concorso in detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, ricettazione e accesso indebito a dispositivi idonei alla comunicazione da parte di detenuti. I destinatari delle misure sono italiani e un albanese, alcuni già detenuti per altra causa.
L’indagine, denominata “Omnia”, si è sviluppata tra aprile 2025 e febbraio 2026 e ha consentito di raccogliere elementi su una presunta attività di spaccio di cocaina e hashish nel territorio di Licata. Secondo gli accertamenti, il gruppo sarebbe stato gestito da due indagati che, all’epoca dei fatti, si trovavano nel carcere di Rebibbia e riuscivano a comunicare con l’esterno.
Nel corso dell’attività sono stati sequestrati circa due chili di cocaina e una pistola clandestina calibro 9. Eseguite anche varie perquisizioni, tra cui quelle nei confronti di un ulteriore indagato non destinatario di misura cautelare.
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