Novità Stellantis. Presentato FaSTLAne 2030, programma che annuncia capacità produttive ridotte e nessun investimento in innovazione.

 

di Franco Leone

 Il Governo, come abbiamo ricordato, in un precedente intervento su Focus :

 Stellantis, la Cina e Atessa. Le attese perse in un labirinto tra annunci senza seguito e silenzi  – Notizie d’Abruzzo ha fatto passare il tempo attendendo gli esiti di quando già proposto da Mimit-Stellantis, circa un anno fa, con il Piano Italia dove veniva illustratl’impegno per l’Aumento dei modelli in produzione e la tutela dell’occupazione in linea con gli investimenti in tutti gli stabilimenti del Gruppo. Un piano, all’epoca,presentato a diversi Presidenti di Regione, con dentro  gli “schemini” di aumento  dei modelli in produzione, elettrici e ibridi, e la salvaguardia dei livelli occupazionali, in linea con gli investimenti produttivi e avviando processi di inserimento, aggiornamento e riqualificazione delle persone del Gruppo.  Un Piano solenne, presentato a quell’incontro chiamato  Tavolo Stellantis, insediato presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, presidente il ministro Adolfo Urso, con la partecipazione dei ministri Giorgetti e Calderone, della delegazione Stellantis, delle Regioni in cui insistono gli stabilimenti del Gruppo, dell’ANFIA e dei sindacati. In quel Piano, oltre a ribadire la centralità dell’Italia, mantenendo in attività tutti i siti nel Paese e confermando gli investimenti, furono assunti impegni che riguardavano anche il sito di Atessa, e per informazione Termoli.  Nulla è avvenuto rispetto agli impegni assunti su quel pomposo “Tavolo Stellantis”,dove si sono concentrati gli immobilismi di Governo, con a capo il Ministro D’Urso, ed un flebile suono, che somiglia ad un rantolo, da parte del Presidente Marsilio. Ma nemmeno oggi, a distanza di qualche giornata nulla si dice su questo nuovo Piano presentato da Stellantis che prevede per l’Europa la novità della drastica riduzione della capacità produttiva. Abbiano già detto che questo nuovo piano strategico si chiama  FaSTLAne 2030”, ed è stato presentato dall’amministratore delegato Antonio Filosa.Osservandolo, per lungo e per largo, si capisce che la produzione italiana, non solo non riceve risposte alla crisi che vivono i lavoratori da anni, a partire dagli stabilimenti di Atessa e Termoli. Quelli più vicini a noi, ma diventa del tutto chiaro, come abbiamo adombrato nel nostro recente intervento su Notizie d’Abruzzo, che le aspettative aziendali e gli investimenti si concentranoormai fra la Cina e, comunque fuori dall’Europa e dall’Italia. La riduzione annunciata della capacità produttiva da 4,65 milioni all’anno a 3,85 non può che trasformarsi in un ulteriore incremento della cassaintegrazione per migliaia di lavoratrici e lavoratori del gruppo. L’assenza di una precisa collocazione dei modelli annunciati rischia di avere effetti drammatici sull’indotto e sulla componentistica. Non si vedono, nel nuovo Piano Strategico, previsioni in Italia di investimenti in innovazione sui processi di digitalizzazione ed elettrificazione. Nemmeno, addirittura, si rilancia la realizzazione della gigafactory a Termoli, anche e soprattutto alla luce del progetto E-Car a Pomigliano”. Quindi un Piano insufficiente, che soprattutto per l’Italia non fornisce soluzioni per il superamento della crisi dell’auto in Italia”. Ma tutto questo non comporta una reazione all’altezza del Ministro del Made in Italy, pomposamente, definitosi sul portale del Ministero, Presidente del Tavolo Stellantis, del tutto inadeguata la “non” reazione del Presidente Marsilio. Sul sito della Regione l’ultimo aggiornamento è del 07 Luglio 2025, una decina di mesi  passati a contare le ore di Cassa Integrazione e gli esuberi, dove la Regione annunciava che Stellantis ribadiva la centralità dello stabilimento di Atessa e comunica l’avvio della produzione di un van commerciale leggero a batteria e di una nuova gamma di veicoli ricreazionali” . Il tutto accompagnato da una tiritera sulle   volute e imprudenti interpretazioni catastrofiche, nei confronti di un’azienda che, tra lavoratori diretti e indiretti, garantisce occupazione e dignità a migliaia di persone. Difficile spiegare che chi ha esperienze sui processi produttivi, sui Piani industriali e sulle progettazioni affaccia sempre perplessità, diffidenze ed inviti a guardare meglio le cose. Bisogna non accontentarsi mai, questa è la lezione che chi ha permanenza, e memoria, sulle cose abruzzesi riceve. Ormai è divenuta opera vana ricordare, ai nuovi governanti, che l’Abruzzo è una regione che ha vissuto esodi “biblici” di aziende, gruppi, attività produttive e di servizio, con dietro dirigenti, personale tecnico e lavoratori nella lunga fase della privatizzazione dei Grandi Gruppi ex Pubblici Quindi per non riviverequesto “film” , il nostro Governo regionale, deve chiedere al Ministro di essere presente sul tema, di non essere un Presidente “muto”, non assistere inerte ai cambi repentini di strategia di Stellantis, senza nemmeno essere messo al corrente delle novità e chiedere, unitariamente con i sindacati l’apertura di un tavolo,presso la presidenza del Consiglio, per salvaguardare e rilanciare, attraverso investimenti pubblici e privati, l’automotive nel nostro Paese. È troppo evidente che Stellantis fa il “cinese” e sta facendo altro. Quindi il confronto deve svolgersi alla presenza autorevole del Governo. Caso contrario è l’ennesimo pezzo di Made in Italy che va a farsi bollire.

Di Redazione Notizie D'Abruzzo

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