Le segreterie nazionali di Fim, Fiom e Uilm denunciano la situazione produttiva dello stabilimento L-Foundry di Avezzano e chiedono la convocazione urgente di un tavolo al ministero delle Imprese e del Made in Italy.
Secondo i sindacati, i flussi produttivi sarebbero in uno stato di blocco quasi totale, senza l’introduzione di nuovi prodotti. La produzione di memorie volatili e sensori d’immagine si baserebbe ancora sulla commessa storica americana, ormai in esaurimento. Le fette di silicio lavorate sarebbero circa 200 a settimana, a fronte di una saturazione degli impianti pari a 11 mila fette e di una soglia di pareggio indicata in almeno 5.500.
Fim, Fiom e Uilm segnalano anche le dimissioni del Ceo Nabeel Gareeb e ricordano che nel confronto al Mimit del dicembre 2025 era stato annunciato un piano di rilancio industriale da presentare nel primo semestre 2026. Ad oggi, sostengono i sindacati, il piano non sarebbe stato illustrato, mentre il contratto di solidarietà coinvolgerebbe un numero crescente di addetti, in un contesto che riguarda 1.300 lavoratori.
Sulla vertenza è intervenuto anche il senatore del Partito Democratico Michele Fina, che ha partecipato a un tavolo di crisi in Regione Abruzzo e ha chiesto il coinvolgimento del Governo.
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