Nei primi quattro mesi del 2026 in Abruzzo sono stati registrati due decessi in occasione di lavoro. È quanto emerge dai dati dell’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro e Ambiente Vega Engineering, che colloca la regione in zona bianca, con un’incidenza inferiore alla media nazionale, pari a 8,1 morti sul lavoro ogni milione di occupati.
A livello nazionale le vittime complessive sono state 278, in calo del 4,5% rispetto allo stesso periodo del 2025. Di queste, 196 sono avvenute durante l’attività lavorativa e 82 nel tragitto casa-lavoro. Lombardia, Veneto e Sicilia sono le regioni con il maggior numero di decessi, mentre Sicilia, Liguria, Veneto, Puglia e Campania risultano in zona rossa per indice di incidenza.
Secondo il presidente dell’Osservatorio, Mauro Rossato, il calo delle vittime non consente di abbassare l’attenzione e rende necessari maggiori investimenti in prevenzione, formazione e controlli nei settori più esposti. Particolare preoccupazione desta il rischio per i lavoratori stranieri, che presentano un indice di mortalità superiore a tre volte quello dei lavoratori italiani.
I comparti con il maggior numero di infortuni mortali risultano costruzioni, trasporti e magazzinaggio e attività manifatturiere. Le denunce di infortunio complessive, invece, sono salite a 204.573, con un incremento del 6,4% rispetto ai primi quattro mesi del 2025.
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