La Camera ha approvato la fiducia al decreto sul salario giusto e sul contrasto al caporalato digitale. Il provvedimento, già in vigore dal primo maggio, destina 934 milioni di euro agli incentivi per le assunzioni effettuate fino alla fine dell’anno e lega l’accesso ai bonus al rispetto del trattamento economico previsto dalla contrattazione collettiva.
Per i giovani under 35 assunti a tempo indeterminato è previsto un esonero contributivo fino a 500 euro al mese, che sale a 650 euro nelle regioni della Zona economica speciale, tra cui l’Abruzzo. Lo stesso importo massimo di 650 euro è riconosciuto per le assunzioni di disoccupati nelle aree Zes. Per le lavoratrici svantaggiate l’esonero può arrivare a 650 euro mensili per due anni e a 800 euro nelle regioni della Zes.
Il decreto stabilisce che il salario di riferimento è quello definito dai contratti collettivi nazionali sottoscritti dalle organizzazioni comparativamente più rappresentative. Nel trattamento economico complessivo rientrano le voci retributive fisse e continuative, le mensilità aggiuntive, le indennità e le prestazioni di welfare contrattuale.
Il provvedimento introduce inoltre misure contro il caporalato digitale, con nuove regole per i rider, prevede una presunzione di subordinazione nei rapporti di lavoro caratterizzati da poteri di controllo anche automatizzati e limita a un anno la durata massima dei tirocini nello stesso gruppo di imprese. In caso di mancato rinnovo dei contratti collettivi oltre nove mesi dalla scadenza, è previsto un adeguamento retributivo legato all’inflazione.
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