L’Abruzzo è tra le regioni che, insieme a Molise, Friuli-Venezia Giulia e Basilicata, hanno registrato incrementi superiori alla media nazionale tra il 2023 e il 2025. Il dato emerge dal report “Italia oltre l’overtourism: il turismo di prossimità ridisegna le nuove mete del 2026”, a cura di Valerio Mancini, direttore del Centro di Ricerca Divulgativo di Rome Business School.
Secondo il report, la crescita delle mete emergenti è sostenuta dalla domanda di turismo naturalistico, outdoor ed enogastronomico, da costi più competitivi e da una minore pressione sui centri urbani. I borghi registrano un aumento del 7% delle presenze, segnale di una domanda orientata verso esperienze territorialmente diffuse e lontane dalle destinazioni di massa.
Per l’estate 2026 in Italia sono attese 171,8 milioni di presenze tra luglio e agosto, di cui oltre 89 milioni straniere. Il dato conferma l’andamento del primo trimestre dell’anno, chiuso con 71,6 milioni di presenze, in crescita del 16% sul 2025.
Nel 2025 il turismo ha generato in Italia un impatto di 237,4 miliardi di euro sul Pil e ha occupato il 13,2% della forza lavoro nazionale. Le presenze complessive sono state 476,9 milioni, in aumento del 2,3%, mentre per il 2026 le stime indicano 141,2 milioni di arrivi e 478,6 milioni di presenze.
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