In Abruzzo diminuiscono i finanziamenti alle imprese e la flessione è ancora più marcata per le attività di minori dimensioni. Tra marzo 2025 e marzo 2026 gli impieghi vivi destinati all’intera platea delle imprese sono passati da 9,12 a 9,05 miliardi di euro, con una riduzione di 73,6 milioni pari allo 0,8%. Il dato emerge dall’analisi dell’Ufficio studi della Cgia di Mestre su elaborazioni della Banca d’Italia.
La situazione appare più critica per le micro e piccole imprese con meno di 20 addetti. In Abruzzo il credito è sceso da 1,80 miliardi a 1,70 miliardi di euro, con una contrazione di 99,9 milioni e una flessione del 5,5%, superiore alla media nazionale del 4,8%. La regione si colloca al settimo posto in Italia per riduzione percentuale dei finanziamenti alle attività di minori dimensioni.
A livello provinciale, considerando tutte le imprese, la flessione è stata del 2,8% nell’Aquilano, dove gli impieghi sono diminuiti di 38 milioni di euro, dello 0,9% nel Teramano con una riduzione di 24,5 milioni, dello 0,3% nel Chietino con un calo di 9 milioni e dello 0,1% nel Pescarese con una diminuzione di 2,2 milioni di euro.
Per le sole imprese con meno di 20 addetti, il credito è diminuito del 7,9% nella provincia dell’Aquila, del 7% in quella di Teramo, del 4,6% nel Chietino e del 3,1% nel Pescarese. Secondo la Cgia, alla base della contrazione vi sono diversi fattori, tra cui criteri di valutazione del merito creditizio più rigidi, i maggiori costi operativi per gli istituti bancari, la trasformazione del sistema del credito e una minore domanda di finanziamenti da parte delle stesse piccole imprese.
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