La Corte d’Appello dell’Aquila ha confermato in larga parte la responsabilità civile della Presidenza del Consiglio dei ministri nella vicenda legata alla comunicazione del rischio sismico prima del terremoto del 6 aprile 2009. La decisione riguarda circa trenta familiari delle vittime e alcuni sopravvissuti. Il valore complessivo dei risarcimenti supera i 20 milioni di euro.
Al centro del procedimento ci sono le dichiarazioni rilasciate dall’allora vice capo del Dipartimento della Protezione civile, Bernardo De Bernardinis, componente della Commissione Grandi Rischi. Secondo i giudici, le informazioni diffuse alla popolazione contribuirono a trasmettere un messaggio rassicurante sullo sciame sismico in corso, inducendo numerosi cittadini ad abbandonare comportamenti di autoprotezione adottati fino a quel momento.
La sentenza richiama la decisione della Corte di Cassazione che nel 2016 confermò la responsabilità penale di De Bernardinis per una comunicazione ritenuta impropriamente tranquillizzante. Nel giudizio civile i giudici hanno riconosciuto la responsabilità anche per alcune posizioni per le quali in sede penale non era stata affermata, rivedendo e incrementando alcuni risarcimenti riconosciuti in primo grado.
L’azione giudiziaria era stata avviata nel 2010 dagli avvocati Maria Teresa Di Rocco e Silvia Catalucci, legali dei familiari delle vittime. La Corte ha respinto anche la richiesta dello Stato di riconoscere un concorso di colpa delle vittime e di ridurre i risarcimenti.
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