Una donna di 51 anni residente a Pescara è tra le 35 persone raggiunte da un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dalla Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria nell’ambito di un’inchiesta su un’organizzazione dedita al narcotraffico. Secondo l’accusa, la donna avrebbe svolto il ruolo di corriere, trasportando un quantitativo di cocaina destinato alla successiva consegna al committente.
L’indagine, condotta dai carabinieri della Sezione operativa della Compagnia di Palmi e dal Nucleo investigativo del Gruppo di Gioia Tauro, si è sviluppata in due fasi. La prima, attraverso l’analisi delle chat criptate della piattaforma Sky Ecc, ha consentito di ricostruire un sistema organizzato di traffico internazionale di stupefacenti attivo tra il 2020 e il 2021, con importazioni di cocaina dal Sud America attraverso il porto di Gioia Tauro. Gli investigatori avrebbero documentato traffici per oltre 300 chilogrammi di droga, in gran parte cocaina, e il coinvolgimento, a vario titolo, anche di alcuni lavoratori portuali.
La seconda fase investigativa, svolta tra aprile 2023 e luglio 2024 con attività tecniche, arresti in flagranza e sequestri di stupefacenti, avrebbe confermato la piena operatività dell’associazione. Secondo la ricostruzione della Dda, un ruolo centrale sarebbe stato svolto dal figlio di uno dei presunti promotori del gruppo, che si sarebbe avvalso di una rete di collaboratori per gestire i traffici di droga.
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