Nel secondo trimestre del 2026 l’Abruzzo ha registrato 2.107 nuove iscrizioni e 1.098 cessazioni, con un saldo positivo di 1.009 imprese. Il tasso di crescita trimestrale si è attestato allo 0,71%, rispetto allo 0,45% dello stesso periodo del 2025, collocando la regione al terzo posto in Italia insieme alla Campania, dopo Valle d’Aosta e Lazio. Al 30 giugno risultavano registrate complessivamente 143.342 imprese.
Il saldo è positivo in tutte le province. Chieti registra l’incremento più consistente in termini assoluti, con 608 iscrizioni, 295 cessazioni e 313 imprese in più, pari a un tasso di crescita dello 0,73%. Segue Pescara con 298 attività in più, risultato di 612 aperture e 314 chiusure, e il tasso più elevato in regione, pari allo 0,82%. Teramo chiude il trimestre con un saldo di 220 imprese e un tasso dello 0,64%, mentre L’Aquila registra 178 attività in più e una crescita dello 0,62%.
Segnali positivi arrivano anche dall’artigianato, che in Abruzzo conta 412 iscrizioni e 282 cessazioni, con un saldo di 130 imprese e un tasso di crescita dello 0,49%, in aumento rispetto allo 0,24% del secondo trimestre 2025. La crescita più alta si rileva nella provincia dell’Aquila, con 35 attività in più e un tasso dello 0,71%. Seguono Chieti con un saldo di 39 imprese e lo 0,53%, Pescara con 31 unità e lo 0,50% e Teramo con 33 imprese e lo 0,48%.
I dati emergono da Movimprese, l’analisi statistica realizzata da Unioncamere e InfoCamere sulla base del Registro delle imprese delle Camere di commercio.
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