
Il Tribunale di Chieti, sezione lavoro, ha accolto il ricorso di una pensionata assistita dall’Inca Cgil Chieti, annullando la richiesta dell’Inps di restituzione di oltre 15mila euro relativi all’assegno ordinario di invalidità percepito tra gennaio 2022 e novembre 2024. Il giudice ha dichiarato l’inesistenza del diritto dell’Istituto al recupero delle somme, disponendo anche la restituzione di quanto eventualmente già trattenuto e la condanna dell’Inps al pagamento delle spese di giudizio. Lo comunica l’Inca Cgil di Chieti in una nota.
L’Inps aveva riliquidato il trattamento pensionistico sostenendo che il reddito da lavoro dipendente della donna avesse superato i limiti previsti dalla normativa sull’incumulabilità tra assegno ordinario di invalidità e redditi da lavoro. La pensionata aveva però impugnato il provvedimento, affermando di aver sempre dichiarato correttamente la propria situazione reddituale.
Nella sentenza il Tribunale ha evidenziato che la ricorrente aveva comunicato i propri redditi e che la posizione contributiva era comunque verificabile attraverso la documentazione già disponibile all’Inps. Il giudice ha quindi ritenuto che l’eventuale errore fosse imputabile all’Istituto e non alla pensionata, richiamando la disciplina che tutela i percettori in buona fede delle prestazioni previdenziali.
Il direttore dell’Inca Cgil Chieti, Giuseppe Visco, sottolinea che la decisione conferma il principio secondo cui chi ha dichiarato correttamente la propria posizione non può essere chiamato a restituire somme percepite in buona fede a causa di errori dell’ente previdenziale. L’Inca annuncia che continuerà a offrire assistenza ai pensionati che si trovano in situazioni analoghe.
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