Il Pil dell’Abruzzo ha superato per la prima volta i 40 miliardi di euro, con un andamento in linea con il dato nazionale. Il reddito medio pro capite si attesta a 32.100 euro, tra i più elevati del Mezzogiorno. È quanto emerge dal rendiconto sociale dell’Inps, presentato all’Aquila dal direttore regionale Antonello Crudo.
Nel 2025 il saldo occupazionale è positivo, con 189.418 assunzioni e 181.393 cessazioni. Il tasso di occupazione è salito dal 58,4% del 2022 al 62,4%, mentre la disoccupazione è scesa dal 9,4% al 6,6% e gli inattivi dal 35,3% al 33%. Rispetto al 2024 diminuiscono però le assunzioni a tempo indeterminato, da 29.417 a 28.607, i contratti a termine, da 164.708 a 160.811, e quelli part-time, da 81.061 a 77.154. Resta inoltre una disparità di genere, con una maggiore presenza femminile nei contratti a termine e a tempo parziale e livelli retributivi e pensionistici più bassi.
Tra le principali criticità figura il calo demografico. I residenti sono 1.269.571, con un saldo negativo di 7.514 unità, compensato solo in parte da un saldo migratorio positivo di 6.497 persone. Nel 2025 i beneficiari delle prestazioni di disoccupazione sono stati 82.041, il 6,1% in più rispetto al 2022, mentre le ore di cassa integrazione sono salite da 4.114.499 a 4.634.896.
L’Inps ha erogato oltre 8 miliardi di euro in prestazioni, raggiungendo più del 70% dei residenti. I pensionati abruzzesi sono 343.912, i titolari di assegno sociale 21.987 e i beneficiari di accompagnamento e pensione di invalidità civile 71.294. Le entrate contributive ordinarie hanno raggiunto 3,58 miliardi di euro, in aumento del 16,8%, mentre l’accertato contributivo è stato pari a 28,4 milioni, con un incremento del 17,8%.
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