Un 25enne della provincia di Salerno è stato condannato dal Tribunale di Chieti a un anno e tre mesi di reclusione e a 400 euro di multa per una truffa aggravata ai danni di un ingegnere di 39 anni che, all’epoca dei fatti, lavorava a Chieti. La vittima aveva subito addebiti non autorizzati per complessivi 4.350 euro.
Secondo quanto ricostruito, l’ingegnere aveva ricevuto una telefonata da un uomo che si era presentato come operatore della sua banca. In quel periodo era in attesa di una nuova carta e, seguendo le indicazioni ricevute al telefono, aveva modificato attraverso l’app i massimali di operatività e generato il Pin dispositivo. Solo successivamente si era accorto dei pagamenti effettuati a sua insaputa. La notizia è rilanciata dal quotidiano Il Messaggero.
Le operazioni contestate sono sei ricariche confluite su una Postepay e un prelievo da uno sportello Atm. Dopo aver ricevuto le notifiche, la vittima aveva contattato la banca per bloccare la carta e aveva poi denunciato l’accaduto ai carabinieri di Chieti Scalo.
Le indagini hanno portato all’identificazione di due persone. La posizione di un 60enne, anch’egli della provincia di Salerno, è stata stralciata ed è stata ammessa alla messa alla prova. Per il 25enne la sospensione della pena è stata subordinata al pagamento di 4.800 euro alla parte offesa, costituita parte civile con l’avvocato Alfredo Trama, da versare in dodici rate.
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