Sono 7 le vittime registrate in Abruzzo in occasione di lavoro nei primi sette mesi del 2026. È quanto emerge dai dati dell’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro e Ambiente Vega Engineering aggiornati a luglio. La regione si colloca in zona gialla per incidenza degli infortuni mortali, insieme a Piemonte, Marche, Emilia-Romagna, Umbria, Sardegna, Basilicata e Lombardia.
La classificazione tiene conto del numero di decessi durante l’attività lavorativa ogni milione di occupati. La zona gialla comprende le regioni con un’incidenza compresa tra il 75% della media nazionale e la media stessa, che nei primi sette mesi del 2026 è pari a 17,8 morti ogni milione di lavoratori. L’Abruzzo resta quindi al di sotto dell’incidenza media nazionale.
Nel complesso, in Italia nello stesso periodo sono state registrate 595 vittime sul lavoro: 430 in occasione di lavoro e 165 in itinere. I decessi avvenuti durante l’attività lavorativa sono 7 in meno rispetto allo stesso periodo del 2025, mentre quelli in itinere sono diminuiti di 5 unità.
Il documento colloca dunque l’Abruzzo nella fascia di rischio inferiore alla media nazionale, ma non riporta nel testo disponibile il dettaglio delle vittime nelle quattro province abruzzesi né il numero regionale delle denunce di infortunio.
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