Sono 6.789 le imprese abruzzesi dei settori maggiormente esposti agli effetti del caro carburante. È quanto emerge dall’analisi dell’Ufficio studi della CGIA, elaborata sui dati camerali al 31 dicembre 2025. In Abruzzo si contano 5.173 imprese di agenti di commercio, 1.363 nell’autotrasporto e nei servizi di trasloco e 253 tra taxi e noleggio con conducente.
A livello provinciale, il numero più alto si registra a Pescara, con 2.485 attività: 1.994 agenti di commercio, 413 imprese di autotrasporto e trasloco e 78 taxi e Ncc. Seguono Chieti con 1.707 imprese, di cui 1.258 agenti di commercio, 384 autotrasportatori e 65 taxi e Ncc, e Teramo con 1.542, suddivise rispettivamente in 1.181, 329 e 32 attività. In provincia dell’Aquila sono invece 1.055, con 740 agenti di commercio, 237 imprese di autotrasporto e 78 taxi e Ncc.
Secondo la CGIA, queste categorie sono particolarmente esposte all’aumento dei prezzi alla pompa. Tra il 27 febbraio e il 25 settembre 2026, sulla rete stradale nazionale in modalità self service, il prezzo medio del diesel è passato da 1,721 a 2,338 euro al litro, con un aumento del 35,9%, mentre quello della benzina è salito da 1,668 a 2,154 euro, pari al 29,1% in più. Per gli autotrasportatori incidono inoltre i tempi di pagamento, che possono arrivare a 90-120 giorni; tassisti e Ncc devono fare i conti con tariffe amministrate, mentre gli agenti di commercio percorrono mediamente anche più di 30-40mila chilometri l’anno e non possono trasferire facilmente l’incremento dei costi sui clienti.
Sul fronte degli interventi, la CGIA calcola che negli ultimi sei mesi e mezzo siano stati messi in campo oltre 2,6 miliardi di euro, tra riduzioni delle accise e crediti d’imposta destinati ai settori più esposti. Dal 26 settembre il taglio delle accise sul diesel è sceso da 12,2 a 6,1 centesimi al litro e resterà in vigore fino al 5 ottobre.
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