C’è anche un geometra 55enne di Canistro tra le persone finite agli arresti domiciliari nell’inchiesta della Procura di Napoli sugli appalti per la realizzazione della linea dell’Alta Velocità Napoli-Bari. Il professionista, capo cantiere della società Nacav, secondo l’accusa sarebbe stato addetto al controllo delle “non conformità” delle opere gestite dalla Areco srl. Le contestazioni sono ancora da accertare e l’indagato potrà fornire la propria versione dei fatti nell’interrogatorio di garanzia.
Secondo la ricostruzione della Procura, l’impresa avrebbe ottenuto condizioni di favore nell’assegnazione di lavori e servizi, nei subappalti e nella liquidazione dei crediti. Nell’ipotesi accusatoria, tali vantaggi sarebbero stati concessi in cambio di denaro, regali e altre utilità destinate a soggetti in grado di incidere sulle attività dei cantieri. Nell’ambito dell’inchiesta sono state eseguite 20 misure cautelari: dieci arresti domiciliari, cinque obblighi di dimora, due obblighi di residenza con presentazione alla polizia giudiziaria e tre sospensioni dall’esercizio di un pubblico esercizio.
Per quanto riguarda il professionista marsicano, gli investigatori avrebbero acquisito conversazioni nelle quali si farebbe riferimento alla richiesta di denaro per l’acquisto di un’automobile. Tra gli elementi esaminati figura inoltre il presunto pagamento di un soggiorno di quattro giorni a Baia Domizia, nel luglio 2025, del valore di 700 euro, oltre a 100 euro per ombrellone e lettini in uno stabilimento balneare.
Gli investigatori avrebbero inoltre acquisito messaggi WhatsApp attraverso le attività di intercettazione telematica su uno smartphone, dai quali emergerebbero elementi relativi al soggiorno. Le indagini sono ancora in corso e le responsabilità contestate dovranno essere accertate nelle successive fasi del procedimento. Gli indagati potranno presentare, attraverso i propri legali, memorie ed elementi a propria difesa.
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