Il business dei crimini agroalimentari in Italia è stimato in 25,2 miliardi di euro, una cifra quasi raddoppiata in poco più di un decennio. Il dato, elaborato da Coldiretti, Eurispes e Fondazione Osservatorio Agromafie, è stato al centro dell’incontro “Cultura della legalità a difesa del Made in Italy e delle sue eccellenze”, organizzato nell’ambito del Villaggio Coldiretti dell’Aquila. Il confronto ha affrontato i rischi di infiltrazione criminale nella filiera, dalle frodi alimentari al caporalato, dal controllo della logistica all’appropriazione di terreni e aziende, con particolare attenzione alla legge Caselli, approvata definitivamente nell’aprile 2026 e diventata legge n. 75 del 21 aprile 2026.
All’incontro, moderato dal direttore della Fondazione Osservatorio Agromafie Massimo Ferraro, sono intervenuti in videoconferenza Gian Carlo Caselli, presidente del Comitato scientifico della Fondazione, e inoltre Aldo Natalini, magistrato della Corte di Cassazione, Amedeo De Franceschi del Comando delle Unità forestali, ambientali e agroalimentari dei Carabinieri, Francesco Greco, già procuratore di Milano, il presidente di Coldiretti Pescara Giuseppe Scorrano e il vicepresidente della Regione Abruzzo Emanuele Imprudente. Il confronto ha evidenziato il ruolo della nuova normativa nel rafforzamento degli strumenti di prevenzione e contrasto alle frodi e alle pratiche illecite nel settore agroalimentare.
Particolare attenzione è stata dedicata al lavoro irregolare e al caporalato. Il presidente di Coldiretti Abruzzo, Pietropaolo Martinelli, ha sottolineato la necessità di rafforzare i controlli e la collaborazione tra istituzioni e imprese per tutelare la produzione agroalimentare e garantire condizioni di concorrenza regolari. Secondo Martinelli, la difesa del Made in Italy deve comprendere anche la tutela dei lavoratori e il rispetto delle norme lungo l’intera filiera produttiva.
Il direttore di Coldiretti Abruzzo, Marino Pilati, ha richiamato l’esperienza della provincia dell’Aquila, dove nel 2024 Prefettura e Inps hanno istituito la Sezione territoriale della Rete del lavoro agricolo di qualità, con l’obiettivo di prevenire il lavoro illegale e favorire la regolarità dell’occupazione agricola. Coldiretti ha ribadito la necessità di rafforzare questo strumento, insieme alle attività di controllo e tracciabilità, per contrastare le infiltrazioni criminali e sostenere le imprese agricole che operano nel rispetto delle regole.
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