Un uomo di 35 anni è stato sottoposto alla misura cautelare del divieto di avvicinamento all’ex compagna, incinta, con l’accusa di atti persecutori e violazione di domicilio. Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale dell’Aquila, Giulia Colangeli, ha disposto l’obbligo di mantenere una distanza di almeno mille metri dalla donna e dai luoghi da lei abitualmente frequentati, vietando qualsiasi comunicazione e prevedendo il controllo attraverso il braccialetto elettronico.
Secondo la ricostruzione dell’accusa, dall’11 settembre scorso, dopo la conclusione della relazione, il 35enne avrebbe inviato ripetuti messaggi WhatsApp contenenti minacce, cercando di controllare gli spostamenti e le frequentazioni dell’ex compagna. Il 28 settembre si sarebbe presentato nell’abitazione della donna, all’Aquila, pretendendo di entrare. Dopo aver colpito la porta d’ingresso e minacciato di danneggiarla con una motosega, avrebbe forzato una finestra, divelto l’avvolgibile e fatto irruzione nell’appartamento.
Una volta all’interno, l’uomo avrebbe rivolto alla donna insulti e minacce di violenza fisica, anche con riferimento alla gravidanza. La donna era riuscita ad allontanarsi e a chiedere l’intervento dei carabinieri. Nei giorni successivi, secondo gli inquirenti, il 35enne avrebbe continuato a presentarsi nei pressi dell’abitazione, trattenendosi anche per diverse ore. Il gip ha motivato la misura cautelare con il rischio di reiterazione delle condotte contestate.
L’interrogatorio dell’indagato è fissato per lunedì. Il 35enne, assistito dagli avvocati Luca e Pasquale Motta, potrà fornire la propria versione dei fatti.
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