Dal campo alla tavola, Cia denuncia il divario dei prezzi e chiede interventi al Governo

Cia-Agricoltori Italiani ha avviato davanti a Montecitorio, a Roma, la prima di cinque giornate di mobilitazione per denunciare l’aumento dei costi di produzione e il divario tra i prezzi riconosciuti agli agricoltori e quelli pagati dai consumatori. Al centro della protesta le difficoltà economiche delle imprese agricole e la richiesta di interventi per riequilibrare i rapporti lungo la filiera agroalimentare.
Secondo i dati diffusi dalla Confederazione, a settembre 2026 i prezzi degli alimentari freschi sono aumentati del 5,5% rispetto allo stesso mese del 2025, mentre le quotazioni riconosciute ai produttori hanno registrato diminuzioni fino al 50% per l’olio extravergine d’oliva, del 30% per le susine, del 25% per albicocche e uva da tavola e del 22% per pesche e pere. La Cia segnala inoltre un divario tra i prezzi all’origine e quelli al dettaglio: le carote passano da 0,28 a 1,46 euro al chilo, l’uva da tavola da 0,58 a 2,99 euro e le pesche da 0,74 a 2,88 euro.
A incidere sui bilanci delle aziende agricole sono anche i rincari dei mezzi di produzione. Ad agosto 2026, rispetto all’anno precedente, i carburanti agricoli hanno registrato un aumento del 40% e i fertilizzanti del 12%. Nel confronto con il 2021, il gasolio agricolo è passato da una fascia di 0,48-0,70 euro al litro a 1,50-1,70 euro, mentre per concimi e fertilizzanti gli incrementi oscillano tra il 40% e il 100%, a seconda delle tipologie.
Il presidente nazionale della Cia, Cristiano Fini, ha sottolineato la necessità di tutelare il reddito delle imprese agricole e il potere d’acquisto delle famiglie. Tra le richieste avanzate al Governo figurano il rafforzamento delle aggregazioni produttive, il monitoraggio dei prezzi, il contrasto alle pratiche commerciali sleali, il rifinanziamento del credito d’imposta sul gasolio agricolo e degli incentivi per Agricoltura 4.0, oltre all’utilizzo delle risorse destinate ai fertilizzanti per fronteggiare gli altri rincari produttivi.

Di Redazione Notizie D'Abruzzo

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