Nuova Pescara, gli architetti propongono parchi, mobilità sostenibile e rigenerazione urbana

Una pianificazione urbanistica unitaria per la Nuova Pescara, con la valorizzazione delle aree libere tra Pescara, Montesilvano e Spoltore, la creazione di parchi e corridoi ecologici e il potenziamento della mobilità sostenibile. Sono le principali proposte emerse da Open! Studi Aperti 2026, l’iniziativa promossa dal Consiglio Nazionale degli Architetti PPC e organizzata sul territorio dall’Ordine degli Architetti della provincia di Pescara. L’obiettivo è trasformare gli spazi urbani non edificati in elementi di collegamento tra i tre Comuni, privilegiando la rigenerazione del patrimonio esistente rispetto a nuove costruzioni.
Tra le indicazioni avanzate dai professionisti figurano una rete di parchi e corridoi ecologici lungo i fiumi Pescara e Saline, percorsi ciclabili, il recupero degli edifici dismessi, interventi di depavimentazione e la realizzazione di nuovi spazi pubblici. Sul fronte dei trasporti sono state prospettate una metropolitana di superficie, infrastrutture per la mobilità integrata e hub intermodali, insieme all’adozione del modello della città dei 15 minuti, basato sulla vicinanza dei principali servizi ai residenti.
Le proposte sono state illustrate durante Open! Arena, ospitato nella sede dell’Ordine in piazza Garibaldi, alla presenza del sindaco di Pescara Carlo Masci, della sindaca di Spoltore Chiara Trulli e dell’assessore di Montesilvano Paolo Cilli. Dopo l’introduzione del presidente dell’Ordine Dante Pallotta, docenti universitari e progettisti si sono confrontati sui temi dell’architettura, della pianificazione, del paesaggio e della conservazione. L’iniziativa è stata preceduta da una mostra diffusa lungo corso Manthonè, dove attività commerciali e locali hanno ospitato per due giornate i progetti degli architetti iscritti all’Ordine.
Al termine dell’incontro, Pallotta ha chiesto alle amministrazioni comunali l’apertura di un tavolo di lavoro con l’Ordine per definire una strategia condivisa in vista della fusione, rinviata al 2029. Secondo il presidente, i prossimi due anni dovrebbero essere utilizzati per elaborare una visione urbanistica comune, coordinare gli interventi e valorizzare le identità dei tre territori, evitando scelte di pianificazione separate.

Di Redazione Notizie D'Abruzzo

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