Il Tribunale di Chieti ha condannato a sei anni e quattro mesi di reclusione l’ex direttore del Dipartimento di salute mentale della Asl Lanciano Vasto Chieti, disponendo anche l’interdizione perpetua dai pubblici uffici. Il medico era imputato per concussione, falso ideologico, truffa, turbativa del procedimento di scelta del contraente e abuso d’ufficio.
Secondo la ricostruzione dell’accusa, l’ex direttore che ricopriva anche i ruoli di componente della commissione aggiudicatrice e direttore dell’esecuzione del contratto per i servizi di assistenza psichiatrica riabilitativa, avrebbe costretto l’allora presidente della cooperativa La Rondine, ad assumere la moglie e un’altra donna. Le due, secondo l’accusa, avrebbero svolto mansioni di segreteria personale del medico anziché quelle di tecnico della riabilitazione psichiatrica previste dai rispettivi contratti. L’ex direttore avrebbe inoltre imposto al presidente della cooperativa il pagamento di una fornitura di parquet, del valore superiore a 8.700 euro, destinata alla propria abitazione di Roma.
Nello stesso procedimento, il Tribunale ha condannato l’altra collaboratrice dell’ex direttore a un anno e due mesi di reclusione per falso e truffa, mentre ha dichiarato il non doversi procedere nei confronti della moglie dell’ex direttore per intervenuta prescrizione degli stessi reati. I giudici hanno inoltre disposto il risarcimento dei danni alle parti civili, da quantificare in separata sede, stabilendo anche alcune provvisionali.
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