Il Tribunale di Sulmona ha condannato l’azienda sanitaria al pagamento di 130.100,32 euro, oltre agli interessi legali, a favore di un ex dirigente medico che aveva prestato servizio negli ospedali di Sulmona e Castel di Sangro. La somma riguarda l’indennità per le ferie maturate e non utilizzate durante la carriera lavorativa del professionista, andato in pensione nel luglio 2019.
Il medico aveva chiesto il riconoscimento economico di 525 giorni di ferie non godute, per un importo complessivo superiore a 143mila euro. Secondo quanto sostenuto nel ricorso, le difficoltà organizzative, la carenza di personale e la necessità di garantire la continuità dell’assistenza sanitaria gli avrebbero impedito di usufruire dei periodi di riposo. Il dirigente aveva inoltre contestato all’azienda la mancata adozione di misure per consentire il recupero delle ferie accumulate.
L’azienda sanitaria si era opposta alla richiesta, sostenendo che il professionista disponesse di autonomia nell’organizzazione del lavoro e avrebbe potuto programmare le ferie. Durante le sue assenze, inoltre, le funzioni dirigenziali avrebbero potuto essere affidate ad altri medici.
Il giudice del lavoro ha accolto parzialmente il ricorso, riconoscendo il diritto all’indennità per 476 giorni di ferie maturati fino al 31 gennaio 2017. L’importo comprende 91.015,56 euro per 333 giorni accumulati prima del luglio 2012, quando è entrato in vigore il divieto generale di monetizzazione delle ferie non godute nel pubblico impiego, e 39.084,76 euro per i giorni maturati successivamente.
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