Mutui, richieste in calo del 5,9% nei primi nove mesi del 2026

La domanda di mutui delle famiglie italiane ha registrato una flessione del 5,9% nei primi nove mesi del 2026 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. È quanto emerge dai dati del sistema di informazioni creditizie Eurisc di Crif, che evidenziano un rallentamento dopo la crescita sostenuta del 2025. A incidere sull’andamento complessivo è soprattutto la contrazione delle surroghe, diminuite del 42,4% tra gennaio e giugno, anche per effetto dell’aumento dei tassi di interesse.

L’andamento mensile mostra una prima parte dell’anno caratterizzata da variazioni negative, con il calo più consistente a marzo (-12,1%). Ad agosto si è registrata una ripresa delle richieste (+7,1%), seguita da una nuova flessione a settembre (-1,3%). Sul mercato del credito hanno inciso anche le decisioni della Banca centrale europea, intervenuta due volte tra giugno e settembre sui tassi di interesse in risposta all’inflazione.

Nei primi nove mesi dell’anno l’importo medio richiesto si è attestato a 153.711 euro, sostanzialmente stabile rispetto al 2025 (-0,6%). Le fasce di finanziamento più richieste sono quelle comprese tra 100.001 e 150.000 euro, pari al 30,8% del totale, e tra 150.001 e 300.000 euro, con una quota del 31,2%. Per quanto riguarda l’età, il 62,4% delle richieste proviene da persone tra 25 e 44 anni.

Un mutuo su due, pari al 51,2% delle richieste, prevede un piano di rimborso superiore ai 25 anni. In particolare, il 43,8% riguarda finanziamenti con durata compresa tra 25 e 30 anni, mentre il 7,4% supera i 30 anni. La distribuzione delle durate evidenzia la tendenza delle famiglie a scegliere piani di ammortamento più lunghi per contenere l’importo delle rate mensili.

Di Redazione Notizie D'Abruzzo

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