
L’AQUILA – Ampliare il ruolo dei Gruppi di azione locale (Gal), rafforzandone le competenze e riconoscendoli come possibili soggetti attuatori anche di interventi finanziati attraverso bandi diversi da quelli del programma Leader. È la proposta emersa al termine di Forum Leader 2026, il summit nazionale che ha riunito all’Aquila circa 150 dirigenti ed esperti provenienti da tutte le regioni italiane, in rappresentanza di oltre 80 degli 199 Gal attivi sul territorio nazionale.
La manifestazione, organizzata a Palazzo Spaventa dal Gal Gran Sasso Velino, si è conclusa con una visita alla città, Capitale italiana della Cultura 2026. La tre giorni ha ospitato dibattiti e laboratori dedicati al ruolo dei Gruppi di azione locale e alle prospettive della programmazione europea 2028-2034. Al centro del confronto, le possibilità di rafforzare il contributo di queste organizzazioni, composte da soggetti pubblici e privati aderenti ai Piani di sviluppo locale (Psl), nella gestione degli interventi previsti dal programma europeo Leader a sostegno delle aree rurali dell’Unione europea.

A tracciare un bilancio dell’iniziativa è stato il vicepresidente della Regione Abruzzo con delega all’Agricoltura, Emanuele Imprudente, che ha sottolineato il ruolo dei Gal nel sostenere i territori e le realtà imprenditoriali locali.
«Abbiamo vissuto, all’Aquila, una preziosa occasione di studio e confronto per far emergere ciò che realmente può essere utile, e da questo punto di vista i Gal sono decisivi per mettere in campo interventi diretti per promuovere prodotti, territori, a finanziare piccole e piccolissime aziende, sono un efficace strumento di supporto per le Regioni, tramite i fondi dello sviluppo rurale».
Imprudente ha indicato nella capacità di orientare le risorse disponibili verso le necessità effettive delle comunità locali una delle priorità della prossima programmazione europea.
«questa è la chiave di volta su cui si dovrà basare la nuova programmazione dei fondi europei e soprattutto le modalità di gestione dei singoli Gal: lavorare di più e ancor meglio per orientare tutte le disponibilità finanziarie alle esigenze reali del territorio».
Sulla necessità di attribuire ai Gruppi di azione locale maggiori responsabilità è intervenuto anche Paolo Federico, sindaco di Navelli e presidente del Gal Gran Sasso Velino, che ha organizzato il summit. La sua proposta è di estendere le attività dei Gal oltre l’ambito del programma Leader, valorizzandone la presenza e i rapporti con le realtà economiche e amministrative locali.
«Le nostre sono associazione snelle e profondamente radicate nel territorio, di fatto cooperative di soci che rappresentano le varie sfaccettature dell’imprenditoria, dal turismo all’agricoltura, e gli enti locali. E dunque potrebbero ampliare il loro ambito di competenza, proponendosi alle Regioni di appartenenza come soggetti attuatori anche di altre iniziative, a valere su altri bandi, oltre a quelli del Leader».
Al Forum sono intervenuti, tra gli altri, il sottosegretario di Stato al Ministero dell’Agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste (Masaf), Luigi D’Eramo;
Giuseppe Blasi, capo del Dipartimento delle politiche europee e internazionali e dello sviluppo rurale del Masaf;
e Marco Bussone, presidente nazionale dell’Uncem, l’Unione nazionale dei Comuni, delle Comunità e degli Enti montani.
Le risorse disponibili e il quadro nazionale
I 199 Gal italiani dispongono, nell’ambito dell’attuale programmazione europea Leader 2023-2027, di circa 916 milioni di euro. Di queste risorse, la metà è già stata messa a bando, mentre l’11% è stato erogato. Il budget dovrà essere interamente utilizzato e rendicontato entro la fine di dicembre 2029.
Le principali aree di intervento riguardano le filiere agroalimentari e l’offerta socioculturale e turistico-ricreativa. In Abruzzo operano otto Gal, che hanno a disposizione complessivamente circa 21 milioni di euro, con un ritmo di erogazione in linea con la media nazionale.
Sulle prospettive della futura programmazione è intervenuta Elena Sico, direttrice del Dipartimento Agricoltura della Regione Abruzzo, soffermandosi sul contributo dei laboratori organizzati durante il Forum e sulle novità previste per il periodo 2028-2034.
«Questo forum cade non a caso: è un momento delicato, in vista della nuova programmazione dei fondi comunitari, per il settennato dal 2028 al 2034. Aspetto che è stato approfondito da tanti autorevoli interventi, soprattutto focalizzati sulle novità davanti alle quali dobbiamo farci trovare pronti. Una su tutte: le politiche confluiranno in un unico Piano di partenariato nazionale e regionale e questo consentirà ai Gal di allargare il loro ambito di competenza, rispetto a quello ora prevalente nell’agricoltura e nel turismo. Si apre alla possibilità di rendere gli investimenti maggiormente rispondenti al bisogno del territorio, per sviluppare ad esempio una più efficace diversificazione delle aziende agricole in raccordo con la Strategia nazionale delle aree interne».
Un approfondimento sulla distribuzione territoriale delle risorse e sulle caratteristiche dei Gal abruzzesi è stato fornito da Rita Carboni, responsabile dell’ufficio Leader e sviluppo locale della Regione Abruzzo.
«I Gal abruzzesi rappresentano una peculiarità nell’ambito nazionale perché di fatto coprono tutto il territorio regionale, di 303 su 305 Comuni – spiega Carboni -. A differenza di quello che accade altrove, la Regione Abruzzo ha optato per una scelta di equità destinando a ciascun Gal il medesimo budget per azioni concentrate sui sistemi locali del cibo, distretti, filiere agricole e agroalimentare e il complementare sistema di offerta socioculturale e turistico-ricreativa».
Federico ha inoltre evidenziato il dinamismo dei Gruppi di azione locale presenti nelle diverse regioni italiane e il valore del coinvolgimento diretto delle comunità nei processi di sviluppo.
«I Gal, dalla Sicilia all’estremo nord, hanno mostrato una grande vitalità e dinamismo, propri un organismo no-profit, che coinvolge le principali realtà economiche ed amministrative presenti sul territorio e che mira a favorire una crescita integrata dell’area. Questo approccio ha l’enorme vantaggio di avvicinare i processi decisionali ai destinatari, valorizzandone i veri punti di forza permettendo una partecipazione ampia e diretta delle comunità locali».
A illustrare le attività attualmente in corso è stato Mario Di Lorenzo, direttore del Gal Gran Sasso Velino, che conta 55 soci e opera su un territorio di quasi 2.000 chilometri quadrati, comprendente 44 Comuni dell’area montana aquilana.
Di Lorenzo ha annunciato la pubblicazione di due bandi, rispettivamente da 700.000 e 200.000 euro, con scadenze fissate al 10 e al 30 novembre.
«Abbiamo pubblicato due importanti bandi, da 700.000 euro e 200.000 euro, che scadranno rispettivamente il 10 e 30 novembre. Con il primo andiamo a finanziare i Comuni per realizzare infrastrutture turistiche, comprese quelle in area forestale, come ad esempio aree attrezzate e reti sentieristiche, il secondo riservato alle imprese agricole per investimenti fino a 20.000 euro per attrezzature, innovazione e valorizzazione dei prodotti».
Il primo avviso è destinato ai Comuni per la realizzazione di infrastrutture turistiche, comprese quelle in ambito forestale, come aree attrezzate e reti sentieristiche. Il secondo è rivolto alle imprese agricole e finanzia investimenti fino a 20.000 euro per attrezzature, innovazione e valorizzazione dei prodotti.
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