Una sessantina di posti del personale Ata sarebbero a rischio in Abruzzo per effetto delle misure previste dalla legge di Bilancio 2027. La stima è della Flc Cgil Abruzzo, che annuncia l’adesione allo sciopero generale del 20 novembre con iniziative nelle quattro province. Secondo il sindacato, i nuovi tagli si aggiungerebbero ai 59 posti già eliminati nell’organico di diritto del personale ausiliario nell’ultimo anno.
A livello nazionale, riferisce il segretario generale della Flc Cgil Abruzzo Molise Pino La Fratta, l’articolo 66 del disegno di legge di Bilancio prevede dall’anno scolastico 2027/2028 una riduzione di 4.925 posti per i docenti e di 2.049 per il personale amministrativo, tecnico e ausiliario. La misura produrrebbe risparmi per 83,9 milioni di euro nel prossimo anno e per 251,7 milioni annui dal 2028. Per La Fratta, il calo demografico “non può essere un alibi per tagliare” e dovrebbe invece consentire di ridurre il numero degli alunni per classe e ampliare i servizi scolastici.
La Flc Cgil richiama anche il tema del precariato. Nelle scuole statali abruzzesi, secondo i dati riportati dal sindacato, lavorano circa 8mila precari, dei quali circa 4.600 sul sostegno. Nell’anno scolastico 2026/2027 il ministero dell’Istruzione ha autorizzato 548 nuove assunzioni di docenti di ruolo in Abruzzo: 181 nella provincia dell’Aquila, 144 a Chieti, 128 a Pescara e 95 a Teramo.
Tra le ragioni della mobilitazione la Cgil indica anche la mancanza di risorse per il rinnovo del Contratto collettivo nazionale Istruzione e Ricerca 2025-2027. “Scenderemo in piazza perché non è più sostenibile lavorare senza contratto, senza organici e senza il rispetto che merita l’istruzione del nostro Paese”, afferma La Fratta. Il 20 novembre sono previsti presidi e cortei nei capoluoghi di provincia abruzzesi.
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