Attacca su Facebook i vigili urbani, condannato a 6 mesi di carcere

Per aver pubblicato sul profilo Facebook di un’attivita’ di ristorazione apprezzamenti piuttosto pesanti nei confronti degli agenti del Corpo della Polizia Locale, un uomo e’ stato condannato a sei mesi di reclusione dal Tribunale di Vasto. La vicenda trae origine da un’occupazione del suolo pubblico non autorizzata, e correttamente sanzionata dagli agenti della Polizia Locale, nei cui confronti l’uomo aveva manifestato la sua disapprovazione utilizzando il noto social network. Il Comune di Vasto, difeso dall’avvocato Nicola Zaccaria della Civica Avvocatura, dopo aver sporto una dettagliata querela, si e’ costituito parte civile nel processo penale, che si e’ concluso con la condanna inflitta all’imputato, ritenuto colpevole di reato di diffamazione aggravata. In particolare il Tribunale di Vasto ha ritenuto lesive dell’onore e della reputazione del Comune di Vasto e del Corpo di Polizia Locale in considerazione del ruolo e della funzione pubblica svolti. Oltre alla condanna a sei mesi di reclusione, l’uomo dovra’ pagare le spese legali di costituzione della parte civile, oltre al risarcimento dei danni in favore del Comune di Vasto. 

Di Redazione Notizie D'Abruzzo

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Ricerca, trovata una proteina alla base del disturbo ossessivo-compulsivo

Un livello eccessivo di una proteina nelle cellule immunitarie e' il tratto distintivo di chi soffre di un disturbo ossessivo-compulsivo. E' questa la scoperta che ha fatto un team di ricercatori coordinati dall'Universita' di Roehampton e dalla Queen Mary University, a cui hanno partecipato anche studiosi delle Universita' di Teramo e Milano, che hanno notato l'alta presenza dell'Imood nei loro linfociti. Potrebbe essere questa la chiave per un nuovo trattamento contro questo genere di disturbi mentali. Sui topi i ricercatori hanno certificato che alti livelli di questa proteina sono legati a comportamenti caratteristici del disturbo, con ansia e stress. Quando i ricercatori hanno trattato gli animali con un anticorpo che ha neutralizzato Imood, i livelli di ansia si sono ridotti. Questi risultati portano oggi gli studiosi a sviluppare, insieme a un'azienda farmaceutica, un potenziale trattamento per gli esseri umani.

"Ci sono prove crescenti che il sistema immunitario svolga un ruolo importante nei disturbi mentali - ha detto l'italiano Fulvio D'Acquisto, docente di immunologia all'Universita' di Roehampton che ha guidato la ricerca - E' noto che le persone con malattie autoimmuni hanno tassi piu' alti della media di disturbi di salute mentale come ansia, depressione e disturbo ossessivo-compulsivo. I nostri risultati ribaltano gran parte del pensiero convenzionale sui disturbi di salute mentale causati esclusivamente dal sistema nervoso centrale".

All'orizzone non ci sono tempi brevi per la soluzione. D'Acquisto stima che potrebbero essere necessari fino a cinque anni prima che un trattamento possa essere sottoposto a studi clinici. I risultati di questo lavoro sono stati pubblicati sulla rivista scientifica Brain Behaviour and Immunity.

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