All’ospedale “Renzetti” di Lanciano è stata introdotta una nuova metodica per il trattamento dello scompenso cardiaco basata sulla Modulazione della Contrattilità Cardiaca (Cardiac Contractility Modulation, CCM). Il dispositivo consente l’erogazione di una terapia elettrica mirata a migliorare la funzionalità del cuore, con riduzione dei sintomi e delle ospedalizzazioni e un impatto positivo sulla qualità della vita dei pazienti.
La procedura è stata applicata dall’Unità operativa di Cardiologia-UTIC, diretta da Enrico Di Girolamo, su un uomo di 70 anni già portatore di defibrillatore impiantabile, ricoverato per una riacutizzazione di scompenso nonostante una terapia medica ottimizzata. L’intervento è stato eseguito da un’équipe composta dallo stesso Di Girolamo, da Giovanni Enzo Pizzoferrato e dal personale infermieristico della sala di elettrostimolazione, con il supporto di un ingegnere biomedico.
La CCM rappresenta un’opzione terapeutica nei casi in cui le terapie farmacologiche ed elettriche tradizionali non risultano sufficienti. I dispositivi, impiantati con procedure mininvasive analoghe a quelle dei pacemaker, agiscono sulla gestione intracellulare del calcio, incrementando la forza contrattile del cuore. Il sistema prevede inoltre la ricarica esterna autonoma da parte del paziente.
L’introduzione della metodica si inserisce nel percorso di riorganizzazione del reparto, in vista della conclusione dei lavori di ristrutturazione della Cardiologia-UTIC. Lo scompenso cardiaco è una patologia che in Italia interessa ogni anno circa un milione di persone e comporta una prognosi complessa, nonostante i progressi della medicina.
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