Il Tribunale dell’Aquila ha condannato a un anno e due mesi di reclusione un 50enne dell’Aquila per il reato di atti persecutori nei confronti della ex compagna. La vicenda giudiziaria è culminata con l’installazione di un localizzatore GPS sull’automobile della donna. La notizia è rilanciata dai quotidiani locali.
Secondo l’accusa, l’uomo non avrebbe accettato la fine della relazione sentimentale, conclusasi nell’ottobre 2024, avviando una condotta reiterata fatta di telefonate, messaggi e appostamenti. La donna sarebbe stata costretta a bloccare il numero dell’ex compagno sul telefono, senza che ciò interrompesse i contatti, proseguiti tramite numerose email, l’ultima inviata il giorno di San Valentino.
Le condotte contestate comprendono anche appostamenti nei pressi del luogo di lavoro della donna e richieste di informazioni ai colleghi su spostamenti e abitudini. Sono stati inoltre ricostruiti pedinamenti in centri commerciali e locali pubblici, oltre a soste ripetute sotto l’abitazione della vittima. In un appostamento notturno avrebbe collocato un localizzatore GPS magnetico sotto il bagagliaio dell’auto della donna per monitorarne gli spostamenti. Il dispositivo, insieme ad altri due GPS già rinvenuti in precedenza, è stato sequestrato; la scheda sim risultava intestata allo stesso imputato.
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