Olio d’oliva, resa tra le più alte in Abruzzo: 16,7% nel 2024

L’Area Studi Mediobanca ha pubblicato un aggiornamento sull’industria dell’olio d’oliva in Italia con i dati più recenti sul contesto nazionale e internazionale. Nel 2024-2025 la produzione mondiale ha raggiunto il massimo storico di 3,6 milioni di tonnellate (+38% sul 2023-2024). Crescono Spagna (+51%, 36,1% del totale), Turchia (+109,3%, 12,6%), Tunisia (+54,5%, 9,5%) e Grecia (+42,9%, 7%), mentre l’Italia registra un calo del 31,8%, con un peso sulla produzione mondiale sceso dal 12,7% al 6,3%.

Dal 2014 al 2024 la Superficie agricola utilizzata nazionale destinata agli olivi si è ridotta del 7,1%. La Puglia è la prima regione per produzione con il 45,1% del totale nazionale, seguita da Sicilia (10,7%) e Calabria (10,3%), quindi Toscana (8,3%) e Lazio (6,8%). Sul fronte della resa delle olive, espressa in litri di olio ogni 10 chilogrammi di prodotto, la Calabria registra il valore più alto (19%), seguita da Liguria (17,9%), Abruzzo (16,7%) e Puglia (16,1%).

L’analisi evidenzia inoltre che nel periodo 2015-2024 gli investimenti medi del comparto si attestano all’1,1% del fatturato, a fronte del 3,3% dell’alimentare e del 3,4% della manifattura. Il numero dei dipendenti è cresciuto dello 0,9% annuo, con una remunerazione media nel 2024 pari a 66mila euro per addetto, superiore a quella del conserviero (54,3mila), del dolciario (62,8mila) e del caseario (65,3mila), ma inferiore a quella del settore bevande (68,5mila euro).

Di Redazione Notizie D'Abruzzo

Controllate anche

Pilkington, via libera alla proroga della Cassa integrazione

Via libera alla proroga della Cassa integrazione per contratti di solidarietà in favore delle maestranze …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *