Centro studi Confindustria, segnali contrastanti per l’economia a inizio 2026

Peggiora lo scenario economico a inizio 2026 dopo il buon quarto trimestre 2025 sostenuto dal Pnrr. È quanto rileva il Centro studi Confindustria nella Congiuntura Flash, che registra a gennaio un miglioramento della fiducia delle famiglie e un’accelerazione dei servizi, mentre l’industria resta volatile e con una dinamica lenta, penalizzata da consumi fragili e dal dollaro più svalutato. Giudizio positivo viene espresso sul decreto Bollette, che potrebbe contribuire a ridurre l’elevato costo dell’energia.

Risale il costo del credito: a febbraio il tasso sui Btp cala lievemente al 3,36%, mentre si ferma l’aumento del Bund tedesco al 2,97%, con uno spread in ulteriore riduzione a 39 punti base. Il tasso pagato dalle imprese interrompe la fase di discesa e torna a salire, attestandosi al 3,58% a dicembre, rispetto al 3,38% di settembre.

Sul fronte interno, gli investimenti mostrano segnali positivi, con un miglioramento della fiducia delle imprese manifatturiere, soprattutto nei beni strumentali, mentre peggiora per il terzo mese consecutivo quella delle costruzioni. I consumi restano deboli: a dicembre le vendite al dettaglio calano dello 0,9% in volume, quasi azzerando la crescita del trimestre, mentre a gennaio aumentano gli acquisti di autovetture. L’occupazione cresce dello 0,3% nel quarto trimestre. La produzione industriale torna a scendere a dicembre (-0,4%), pur mantenendo un quarto trimestre positivo (+0,9%). L’export di beni aumenta a dicembre (+0,6%) ma cala nel complesso del trimestre (-1,9%), con dinamiche eterogenee tra Paesi e settori.

Di Redazione Notizie D'Abruzzo

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