Finti rimborsi Covid, a processo una 42enne per truffa

Avrebbero ricevuto una telefonata da una sedicente impiegata delle Poste che annunciava un “rimborso Covid-19” superiore ai mille euro. Vittime del raggiro tre estetiste aquilane e un medico del capoluogo, contattati nel febbraio 2023 e invitati a recarsi allo sportello per seguire una procedura indicata telefonicamente. La notizia è rilanciata dal quotidiano Il Centro.

Secondo l’accusa, per ottenere il presunto ristoro le vittime avrebbero effettuato più bonifici da 250 euro ciascuno, per somme complessive fino a 1.750 e 1.410 euro, finiti su carte Postepay riconducibili a una 42enne romana residente nel Chietino. La donna è imputata per truffa e tentata truffa ai danni di quattro persone. Due si sono costituite parti civili, assistite dagli avvocati Stefano Marrelli e Davide Calderoni. L’imputata è difesa dall’avvocato Antonio Di Matteo.

Ieri, davanti al giudice Angelo Caporale, con il pubblico ministero Maria Acquaria Garbuglia, sono state acquisite le sommarie informazioni testimoniali. Il dibattimento si aprirà il 23 marzo. La 42enne avrebbe nel frattempo presentato denuncia sostenendo che la scheda sim da cui sono partite le telefonate le sarebbe stata sottratta da alcuni parenti.

Di Redazione Notizie D'Abruzzo

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