Tra 5 e 6 milioni di lavoratori del settore privato potrebbero beneficiare della flat tax al 5% sugli aumenti contrattuali firmati nel periodo 2024-2026. È la stima del Centro studi di Unimpresa in relazione alla misura introdotta con la legge di bilancio 2026, in vigore con le buste paga di aprile.
La norma prevede un’imposta sostitutiva del 5% sulla quota di aumento derivante dai rinnovi contrattuali per i redditi fino a 33mila euro e un’aliquota del 15%, entro il limite di 1.500 euro, su premi di risultato e maggiorazioni per lavoro notturno, festivo o su turni per i redditi fino a 40mila euro. L’agevolazione viene riconosciuta direttamente in busta paga dal sostituto d’imposta o recuperata in dichiarazione.
Secondo Unimpresa, il triennio 2024-2026 coinvolge oltre 8 milioni di dipendenti del settore privato tra rinnovi già firmati e contratti con effetti economici distribuiti fino al 2026. Gli aumenti medi oscillano tra 120 e 200 euro mensili a regime, con incrementi annui lordi compresi tra 1.500 e 3.000 euro. Tra i comparti interessati figurano metalmeccanici industria (circa 1,5 milioni di lavoratori), terziario e distribuzione (circa 2 milioni), distribuzione moderna organizzata, turismo e pubblici esercizi, chimici-farmaceutici, alimentare industria, edilizia, logistica e trasporto merci, tessile-abbigliamento e credito.
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